ClearVoting impedisce errori e brogli elettorali

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ClearVoting impedisce errori e brogli elettorali



Introduzione alle problematiche del voto elettronico

Dopo tutti i dubbi e le polemiche causati dalle ultime due elezioni presidenziali USA e, ahime!, dalle elezioni politiche italiane del 2006, poter avere fiducia nei risultati elettorali è una delle esigenze più sentite in tutto il mondo occidentale. Questa esigenza dipende dal fatto che la non certa legittimità democratica di chi vince le elezioni può portare una parte politica a non riconoscere la sconfitta elettorale e questo può dar luogo anche a gravi problemi d' ordine pubblico.

E' proprio per non correre questi rischi le democrazie di stampo occidentale devono poter contare su sistemi elettorali che, oltre ad essere onesti ed affidabili, siano anche ritenuti tali, e quindi accettati dalla pubblica opinione.

Fintanto che si utilizzavano schede di carta e le elezioni erano svolte sotto l'occhio attento della pubblica opinione non ci sono stati fondati dubbi sui risultati elettorali e nessuno ha mai messo seriamente in dubbio la legittimità democratica degli eletti.

Le cose però sono cambiate con l'avvento delle elezioni elettroniche. Infatti la mancata trasparenza del meccanismo di voto elettronico ha comportato per i cittadini la perdita del controllo "democratico" sulle elezioni, portando una larga parte della pubblica opinione ad essere scettica verso il voto elettronico se non addirittura apertamente contraria.

Il voto elettronico è una speranza ed un incubo dei nostri giorni. E' una speranza per chi lo immagina e lo invoca come una naturale applicazione dell'informatica, come se fosse una normale transazione economica. E' un incubo per chi sostiene che con il voto elettronico, mancando un supporto cartaceo, una prova fisica dei voti espressi, è possibile e molto facile manipolare qualsiasi risultato elettorale senza lasciare traccia alcuna. I detrattori del voto elettronico vedono le proprie legittime paure amplificate dal fatto che i produttori di apparati di voto elettronico sono pochi ed usano in gran parte software proprietari coperti da segreto industriale e quindi fuori da qualsiasi controllo.

L'attribuzione del potere politico smuove enormi interessi economici, politici, anche a livello strategico ed internazionale e quindi nessun sistema di voto, ne cartaceo ne elettronico, può essere basato sulla fiducia. Infatti i cittadini/elettori non possono e non devono fidarsi ciecamente dell'operato ne di enti statali o governativi ne di ditte private che abbiano avuto dal governo in appalto i servizi di voto.

L'incubo di qualsiasi sincero democratico è il corto circuito che si potrebbe creare tra grande industria del voto elettronico (hardware e software) e potere economico-politico. E' infatti certamente ipotizzabile che industriali o politici diciamo "disinvolti" possano essere tentati dall'opportunità di piegare ai propri scopi un sistema elettorale i cui risultati non fossero verificabili.

Che l'opposizione al voto elettronico non sia solo luddismo è dimostrato dal fatto che, nonostante l'informatica sia da anni entrata nelle pubbliche amministrazioni di tutto il mondo occidentale, sono ancora pochi i Paesi in cui si vota elettronicamente, ed ogni elezione elettronica è seguita da contestazioni e dubbi sui risultati elettorali.

Fino ad ora l'industria informatica ha cercato di fare accettare alla pubblica opinione le apparecchiature di voto elettronico migliorando i sistemi di sicurezza informatica quali la crittografia dei dati e delle trasmissioni. Ma una buona fetta dell'opinione pubblica, specie quella maggiormente competente in campo tecnico, è rimasta insensibile e continua a temere il voto elettronico.

Tale contrarietà non è certo immotivata poiché noi persone fisiche non siamo "equipaggiati" per verificare ciò che accade all'interno di un apparato elettronico e quindi qualsiasi computer non programmato da noi stessi è per noi una "black box" (scatola nera) e l' unico modo con il quale possiamo veramente verificarne l' operato è di conoscere i dati in ingresso e confrontare il risultato previsto con quello effettivo. Sfortunatamente nelle elezioni non sono noti ne i dati di ingresso (i voti sono segreti) ne il risultato previsto da confrontare con quello prodotto dalle procedure di voto.

L'unica modo di "aprire" al controllo pubblico le black box è l'utilizzo di software pubblico (Open Source), che consente alla pubblica opinione, o almeno alla sua parte più tecnologicamente competente, di verificare che i sorgenti dei programmi utilizzati nelle procedure di voto non abbiano ne trucchi ne bachi.

L'uso di software Open Source nel voto elettronico è suggerita da anni, ma si è sempre scontrato con la impossibilità pratica di verificare che il programma effettivamente in esecuzione durante le procedure di voto sia, in tutti i seggi, proprio quello proveniente dalla compilazione del sorgente Open Source verificato. Il problema non è solamente relativo ai software di voto perché alterazioni "pilotate" dei risultati potrebbero derivare anche dalla modifica fraudolenta di compilatori, di sistemi operativi, di librerie di sistema, di interfacce e di altre applicazioni di alto livello.

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Un altro motivo di gravissimo rischio, e di legittimo sospetto da parte della pubblica opinione, è il collegamento dei computer di voto con il sistema centrale che deve riceverne i dati per poi produrre i risultati aggregati. E' inutile dire che i qualsiasi dato, specie quello anonimi come il voto, può essere artatamente alterato durante la trasmissione su una qualsiasi rete. Senza contare che la rete potrebbe essere utilizzata per azioni di hackeraggio finalizzate al sabotaggio (DOS) delle elezioni.

Anche il sistema cartaceo ha alcuni punti critici quali le schede bianche che possono essere illecitamente trasformate in voti validi oppure le schede "contestate" che possono essere erroneamente interpretate oppure ancora le schede valide che possono essere illecitamente trasformate in "voti nulli". Questi problemi sono risolti in modo procedurale grazie al controllo democratico operato dal personale dei seggi e dai rappresentanti di lista, ma nei casi in cui tale controllo non sia effettivo i risultati elettorali cartacei possono essere non conformi alla volontà degli elettori.

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As you can see on my site www.electronic-vote.org I'm one of the most heated and radical opposers to electronic voting as it is presently intended and proposed. Recently this deep-seated aversion, together with over twenty years experience as a computer technician, has led me to work out ClearSoftware and ClearVoting that overcome all the limitations of current electronic voting systems. I'm looking for companies willing to invest in the new voting system, thus interested companies please send me a message.


The marks ClearVoting® and ClearSoftware® are registered by Emanuele Lombardi
Introduction to ClearVoting® and ClearSoftware® published on the Internet on May 1, 2007
Full details of ClearVoting® and ClearSoftware® published on the Internet on July 31, 2007


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